Leggi anche

Come muoversi in Indonesia: la mia esperienza con Grab e Uber

Spostarsi in Indonesia può essere molto facile ma anche molto rischioso: in qualsiasi rivista del settore o travel blog, in tanti vi consiglieranno di scegliere con cautela il vostro mezzo di trasporto per essere sicuri di arrivare a destinazione sani e salvi.

Anche io durante la mia avventura in Indonesia ho avuto modo di sperimentare diversi modi di spostarsi tra un punto di interesse e l’altro, se volete sapere cosa ho preferito e cosa consiglio, questo è l’articolo che fa per voi.

Muoversi in Indonesia: ecco come ho fatto io

Muoversi e spostarsi in Indonesia non è certo come muoversi a Milano o come muoversi più in generale in Europa. Sebbene siamo anche noi certamente più indietro di alcune destinazioni nel mondo – per dirne una noi in Italia non possiamo usufruire di Uber – è anche vero che le probabilità di trovare delle strade asfaltate in Italia sono più alte che in Indonesia. In linea di massima le mie esperienze sono state comunque positive, e vi spiego perchè indicandovi come ho preferito muovermi durante il nostro soggiorno a Bali.

1 | Uber

Non appena atterrati a Denpasaar il primo pensiero è stato quello di prenotare un Uber per raggiungere il piccolo villaggio di capanne tipiche di legno e bambù che avevamo prenotato a Jimbaran per le nostre prime due notti a Bali. Mi avevano informato che a Bali Uber funzionava egregiamente, pertanto non ho avuto timore ad usarlo. Perlopiù, all’epoca vivevo in Australia, dove usavo Uber per qualsiasi spostamento: facile, non servivano contanti e – cosa più importante – non serviva necessariamente uno scambio verbale con il driver. Mi avevano avvisato che non tutti gli indonesiani parlano inglese e per questo eravamo corse ai ripari per evitare fraintendimenti.

Devo dire che il tutto è stato molto semplice: sebbene gli Uber a Bali non possano fermare proprio davanti all’aeroporto – o quanto meno così era nel 2017 -, percorrendo davvero un brevissimo tratto di strada a piedi vi troverete nel parcheggio esterno all’aeroporto, dove il driver potrà effettuare il pick-up. Da lì il nostro viaggio è stato davvero confortevole e sono stata grata di avere sempre avuto sotto controllo grazie al GPS dove mi stessi dirigendo, dal momento che dopo solo dieci minuti la strada – da regolare e scorrevole quale era – si è poi trasformata in una trappola di buche e sassi, dalla quale siamo uscite egregiamente arrivando a destinazione sane e salve.

E’ uno dei modi di spostarsi più cheap a Bali, anche se da lì a qualche giorno avremmo rivisto la nostra posta a ribasso affidandoci ad un’altra app molto in voga in Asia e di cui parlerò nel prossimo paragrafo.

2 | Grab

Il nostro approccio con Grab è stato del tutto casuale ma – devo dirlo – provvidenziale nei giorni successivi a quelli della nostra prenotazione. Non so se mi sento di consigliarvi l’utilizzo di quest’app, lascio giudicare voi da quanto mi è accaduto. Ma andiamo con ordine.

Dopo averne sentito parlare su alcuni blog che proponevano itinerari di viaggio in Indonesia, decidiamo di scaricare anche noi l’app. Al contrario di Uber, l‘applicazione privilegia il pagamento in contanti, ed è un po’ questo che ci spinge al suo utilizzo. Abbiamo letto che per gli Indonesiani contrattare è un fenomeno culturale, quindi pensiamo che su alcune corse si possa risparmiare qualcosina. Il nostro tragitto del giorno avrebbe previsto lo spostamento tra Seminyak e Ubud, circa un’ora di strada. L’interfaccia di Grab è davvero molto semplice: in un attimo prenotiamo la corsa e siamo molto soddisfatte visto che il nostro driver risulta non molto lontano. Tempo stimato di arrivo: dieci minuti.

I minuti però da dieci si fanno venti e poi trenta: siamo spazientite e ce la prendiamo con noi stesse per aver tradito il fedele Uber per i nostri esperimenti sulla mobilità estera. Ma proprio sul più bello delle lamentele – come nei migliori copioni – ecco arrivare il nostro driver. Alto, grosso e all’apparenza poco raccomandabile, anche se davvero molto cordiale. E’ Gusti – ecco il suo nome – che non appena salito in macchina, asciugandosi il sudore sulla fronte come se avesse appena corso una maratona ci racconta il motivo del suo ritardo: non appena giriamo l’angolo, le sue giustificazioni ad un tratto acquistano piena verità e capiamo di essere in buone mani.

Per farla molto breve: sebbene in Asia spopoli, Grab in Indonesia non è legale. O meglio, lo è, ma è estremamente mal visto dai driver locali. Infatti, moltissime persone in Indonesia hanno acquistato una licenza per diventare driver ufficiali con tanto di cartellino di riconoscimento, e vedono farsi soffiare le corse da chi decide di lavorare per Grab o per Uber. In Italia la chiameremmo libera concorrenza, in Indonesia di libero non c’è proprio nulla su questo tema. Gusti era arrivato in ritardo semplicemente perchè, proprio in fondo alla via del nostro hotel, c’era un punto di sosta per official drivers che erano in attesa di clienti e che – tra un’attesa e l’altra – si occupavano di verificare che nessun altro driver non ufficiale si addentrasse nella zona turistica.

Gusti ci racconta che proprio qualche giorno prima un driver di Grab era stato picchiato selvaggiamente da altri drivers per la sola colpa di effettuare il servizio per conto di Grab, e pertanto aveva preferito si calmassero le acque prima di effettuare il nostro pick-up. Come dargli torto: talmente ci ispirò fiducia quest’omone indonesiano, che è proprio lui il protagonista del prossimo paragrafo.

3 | Personal driver

In effetti, dopo averci condotto a destinazione, nel nostro resort ad Ubud, Gusti ci disse che in realtà una volta spenta l’app di Grab, lui si rendeva disponibile anche come driver personale. Non solo: era anche molto organizzato. Il suo tour toccava le principali attrazioni turistiche della città e non solo, prevedendo al mattino anche uno spettacolo di danze tipiche balinesi. Insomma: sarebbe stato con noi dal mattino sino a sera, per la modica cifra di 450.000 rupie, l’equivalente di circa 30€. Non ce lo siamo fatti dire due volte.

Se avete poco tempo, questa è sicuramente l’opzione che consiglio in quanto economica e funzionale: a meno che non vi sentiate pronti a noleggiare un motorino – a Bali è davvero facile – e ad addentrarvi nella giungla quale è quest’isola a livello di traffico – farete fatica ad ottimizzare i tempi tra un’attrazione ed un’altra se non affidandovi proprio ad un driver. In particolare ad Ubud, essendo a parer mio la meta indonesiana più affascinante e davvero densa di cose da vedere.

Il nostro tour è stato davvero completo, ed ha previsto come soste un piccolo teatro dove abbiamo visto le danze balinesi, le cascate Blangsinga, le terrazze Tegallalang, il Tirta Empul e la foresta delle scimmie di Ubud: nonostante ci fossero state proposte, avevamo deciso di nostra iniziativa di non approfittare della proposta di Gusti di condurci dove producono il tipico caffè balinese, una realtà che ancora oggi a dire il vero attrae ancora moltissimi turisti.

4 | Bus

Ho sempre amato la vita del backpacker e per quanto ho potuto, l’ho fatta anche io. Spessissimo sento persone che decidono di viaggiare in lungo e largo per l’Asia decidendo di spostarsi unicamente in bus: in Vietnam addirittura ci sono bus notturni, con letti al posto dei sedili. Molto cheap, poco chic, sono la soluzione più efficace per chi viaggia on a budget e anche io l’ho utilizzata in Marocco con discreto successo.

Devo dire però che la mia esperienza in bus in Indonesia – a dire la verità l’unica e neanche programmata, dovuta unicamente ad un’emergenza – è stata davvero terribile e non l’augurerei di certo a nessuno. Tolte le cause del nostro forzato spostamento in bus, quello che vi posso accennare – ma che presto tratterò in un post a parte – è che da Denpasaar, l’aeroporto balinese, siamo dovuti arrivare sull’isola di Java con il bus. Un viaggio di più di 30 ore, che ha previsto un iniziale trasferimento in bus di 3 ore ed un secondo spostamento di circa 23 ore, con annessa traghettata da Bali a Java.

L’esperienza è stata terribile: una volta scesi dal primo bus, il secondo bus non ha accennato a partire prima che ogni posto fosse stato preso, questo ha significato un incredibile ritardo. Da quando siamo saliti sul bus a quando siamo effettivamente partiti sono passate delle ore, e questo solo perchè sul nostro mezzo c’erano ancora due posti vuoti che l’autista voleva per forza riempire.

A proposito dell’autista: la nostra stanchezza e la criticità della situazione ci ha fatto rendere conto solo una volta arrivati a Java che il nostro autista aveva guidato per più di 22 ore no stop, neanche per andare in bagno. Se tenete alla vostra vita pertanto vi consiglierei di prendere in considerazione qualsiasi delle opzioni ai paragrafi precedenti ma non questa: ripeto, noi non avevamo avuto scelta. Vulcano in eruzione e aeroporto chiuso, a chi poteva capitare se non a noi?

Follow:

16 Comments

  1. 27 Gennaio 2020 / 19:53

    Ho trovato molto utile il vostro articolo. È importante infatti sapere di poter far affidamento su app ma anche su personal driver per potersi spostare con agilità in città. Sono rimasta in particolare colpita dal vostro viaggio d'emergenza di autobus.
    Maria Domenica

    • @fabianapalmieri93
      Autore
      30 Gennaio 2020 / 21:46

      Fu un'esperienza terribile, ancora ogni tanto ci pensiamo!

  2. 28 Gennaio 2020 / 08:16

    Non so se avrò mai occasione di andare in Indonesia ma devo dire che il tuo articolo è davvero utile perché offre indicazioni precise e soprattutto complete di quello che è l'aspetto trasporti; direi argomento non da poco visto che fuori dall'Europa non tutto ciò che diamo per scontato lo è. Oltretutto hai parlato in un unico post di tutto quello che c'è da sapere e quindi molto utile senza doversi imbattere in mille ricerche.

  3. 28 Gennaio 2020 / 15:35

    Una guida completa più di tutte le agenzia di viaggio che conosco, articolo dettagliato, scrutto bene, comprensibile, indispensabile elenco di conoscenze per visitare una meta così poco conosciuta.

    • @fabianapalmieri93
      Autore
      30 Gennaio 2020 / 21:45

      Grazie Katrin!

  4. Valentina
    28 Gennaio 2020 / 16:53

    Io ho usato Grab taxi sia a Singapore che in Thailandia. Mi sono trovata sempre benissimo, però non ho mai pagato in contanti, mi addebitavano tutto sulla carta. Forse in Indonesia preferiscono il contante. In Thailandia Uber non c'è, a Singapore non so, ma avendo già l'app di Grab ho continuato ad usarlo. Ottimo.

    • @fabianapalmieri93
      Autore
      30 Gennaio 2020 / 21:44

      In effetti la doppia opzione è sempre prevista: noi pagavamo in contanti come spiegavo perchè ogni tanto qualche corsa riuscivamo a contrattarla!

  5. 29 Gennaio 2020 / 08:56

    Grazie mille del tuo feedback. Devo andare prossimamente in Thai e non ho mai usato Grab per ora. Uber lo conosco bene ma qui in Europa in tanti posti è diventato illegale ed è un vero casino usarlo!

  6. Cristina
    29 Gennaio 2020 / 18:39

    Ciao sono importanti le App quando si viaggia all'estero, immagino che avevi anche il traduttore. Terribile l'esperienza sul bus, assurdo che aspettano che sia pieno per partire. Lì non sprecano benzina

  7. 30 Gennaio 2020 / 08:24

    Non so quando potrò andare finalmente a Bali (è nella mia famosa lista), ma spero presto. Leggo voracemente i tuoi consigli perché spero che un giorno mi siano utili.

    • @fabianapalmieri93
      Autore
      30 Gennaio 2020 / 21:41

      Spero anche io per te che sia prestissimo! Terra magica!

  8. Maria
    31 Gennaio 2020 / 15:45

    Spero un giorno di poter andare in Indonesia. Ho trovato il tuo articolo veramente interessante e molto utile per chi é in procinto di partire.

  9. Sara Bontempi
    1 Febbraio 2020 / 11:05

    Pensa che nemmeno immaginavo che anche a Bali ci fosse Uber e che fosse così utilizzato, buono a sapersi!

  10. Isabella
    2 Febbraio 2020 / 18:50

    Sei davvero competente in materia, complimenti! Io purtroppo soffro di mal d'aereo, ma ho tantissimi amici che amano viaggiare al quale consiglierò il tuo blog

  11. 31 Marzo 2020 / 14:38

    Io a Bali ho scelto di affidarmi a un Driver, sono stata sull'isola quasi due mesi e avevamo concordato un prezzo ottimo visto il lungo periodo di permanenza.

    • Fabiana
      Autore
      31 Marzo 2020 / 15:39

      Sicuramente più il periodo è lungo, più è consigliabile!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *