Whitsunday Island: un’isola di paradiso ai tropici del Queensland

Whitsunday Island: un’isola di paradiso ai tropici del Queensland

Se avessi perso questa occasione non me lo sarei mai perdonata: sapevo che nonostante il poco tempo, nonostante mancassero i compagni di avventura, se non avessi preso un aereo per raggiungere l’isola Whitsunday me ne sarei pentita per sempre. Le sue sfumature, i suoi colori e la sua barriera corallina è ciò che di più bello ho portato indietro dall’Australia.

Continuate a leggere se volete fare con me un viaggio indietro nel tempo fino al Tropico del Capricorno, nella magnifica Whitsunday Island.

Ho scoperto i suoi colori per caso: volevo sfruttare al meglio il mio soggiorno in Australia e cercare di vedere il più possibile nonostante gli esami, nonostante gli impegni universitari. Per chi non se ne fosse mai reso conto, l’Australia ricopre praticamente la stessa superficie del continente europeo, da Lisbona a Mosca. Per intenderci, per rientrare a casa da Sydney, ci ho messo circa 5 ore di aereo per lasciare la nazione, poco sotto Darwin. Impossibile da vedere tutta, sulla carta, ma non per questo avrei dovuto per forza arrendermi.

Sentiero per Whiteheaven Beach
Sentiero per Whiteheaven Beach, Whitsunday Island

Per questo sono partita con le classiche ricerche su Google: cosa vedere in Australia, cosa vedere nel Queensland, andare ai tropici in Australia, dove andare per nuotare nella barriera corallina. Ad un tratto, su Google Immagini, ecco i suoi colori: acque cristalline, limpide, spiagge bianchissime e la possibilità di nuotare tra le rocce e i segreti del più esteso essere vivente al mondo, la Barriera Corallina. Non ci ho pensato due volte: sono andata sul sito di JetStar – l’ipotetica pari della nostra EasyJet europea – e ho comprato un volo andata e ritorno per il Whitsunday Coast Airport situato a Proserpine, minuscolo aeroporto con un solo gate. O si arriva o si parte: no in betweens. Ho subito capito che fosse il posto per me.

Le isole Whitsundays: istruzioni per l’uso

Withdunday Island, Whiteheaven Beach, Queensland, AUS

Ecco si, mi sono dimenticata di dirvelo: l’isola Whitsunday fa parte di un più vasto arcipelago, chiamato con il nome di Whitsundays, e ne è il suo centro. Le isole galleggiano felici nel Mar dei Coralli australiano: facile rendersi conto a cosa si sta andando incontro con delle premesse così. Per darvi un’indicazione geografica, si trovano sulla east coast australiana, quasi 1000km sopra Brisbane e circa la stessa distanza da Cairns, a nord. Sulla terra ferma la destinazione più vicina è Airlie Beach – dove ho deciso di soggiornare e da dove è partito il mio tour alla scoperta dell’isola il giorno dopo essere arrivata. L’aeroporto più vicino come dicevo è quello di Proserpine, da cui partono voli da e per Sydney praticamente tutti i giorni, dalla durata di circa 2 ore e mezza.

Raggiungere Whithsunday Island

Anche se solo siete di passaggio, non potete pensare di non aggiungere questa tappa al vostro tour australiano. Tanto più che raggiungere Whitsunday Island è accessibile ad ogni tipo di viaggiatore: per chi è in possesso della macchina si può parcheggiare direttamente al porto di Airlie Beach e da qui sono numerose le tratte giornaliere dei traghetti da e per Whitsunday Island, per chi invece è appiedato come lo ero io, le soluzioni sono infinite anche se una è quella che ho percorso io e quella che più sentirei di consigliarvi, soprattutto se siete backpackers, in quanto vi permetterà di conoscere viaggiatori come voi da ogni parte del mondo.

Visitare Whitsunday Island con un tour organizzato

Una volta arrivata ad Airlie Beach mi sono subito resa conto che se volevo avere la possibilità di visitare tutta l’isola in modo approfondito, senza rischiare di perdermi nulla, la soluzione migliore era quella di affidarmi ad un tour organizzato. Ed in realtà questa è l’unica soluzione se volete – oltre a visitare la main beach dell’isola di cui parleremo tra poco – nuotare tra i coralli della barriera corallina. Vi consiglio di non prenotare l’esperienza dall’Italia ma direttamente in loco: passeggiando per Airlie Beach le agenzie di viaggio che offrono il tour sono davvero tantissime e ne avete davvero per tutti i gusti. Le proposte comprendono tours di un giorno o di più giorni, con crociere organizzate intorno all’arcipelago.

Quello che mi sento di consigliare è ovviamente quello di scegliere in base alle vostre tasche e al tempo a disposizione. Io mi sono appoggiata all’agenzia Happy Travels, che in soli dieci minuti ha riservato per me un tour comprensivo della visita con guida alla mitica Whiteheaven Beach, sosta snorkeling in due diverse baie e pranzo a bordo compreso. Costo totale 120AUD, circa un centinaio di euro. Forse tanti per un giorno? Può darsi ma ripeto, se non avessi fatto quell’esperienza me ne sarei pentita per sempre.

Whiteheaven Beach: un paradiso in terra

Letteralmente “Spiaggia del paradiso bianco“, e io confermo. Confermo tutto. Che le foto che trovate su Google non sono postprodotte, che quelle sono esattamente le sfumature che troverete li sul posto. Confermo che vi lascerà senza fiato, starete interi minuti ad osservarla da lì in alto da quella balconata, chiedendovi se quelle sfumature e quei colori ve li state sognando. Signori e signore, ecco a voi il paradiso.

Whiteheaven Beach è la main beach dell’Isola Whitsunday, nonchè l’attrazione principale che spinge i visitatori fino a qui da ogni parte del mondo. Sabbia bianchissima, cielo limpido e acqua dalle mille sfumature diverse. E non è questione di ombre, come pensavo. E’ così sempre, tutti i giorni, a tutte le ore del giorno.

Whiteheaven Beach, Withsunday Island, Queensland, AUS

Non ho aggiunto nessun filtro, all’epoca postavo su Instagram per il puro piacere di farlo e di condividere istantaneamente i momenti che stavo vivendo lì, down under. E’ semplicemente Whiteheaven Beach.

Non è ovviamente qui che approderete con la barca, ma in una baia alle sue spalle: da qui la nostra guida ci aveva condotto lungo un bellissimo sentiero interno, tra sabbia bianca e foresta. Sarete immersi nella Natura con la N maiuscola quindi badate bene, lo ripeto a chi non è solito addentrarsi in parchi naturali: ovviamente non troverete cestini ad ogni angolo, ma solo nelle piccole aree attrezzate con le toilettes. Prestate quindi attenzione se avete rifiuti con voi, non mi stancherò mai di ripeterlo.

Si può fare il bagno a Whiteheaven? Diciamo di si! Diciamo perchè ovviamente dal lookout point dove vi porterà il percorso è possibile raggiungere la spiaggia, che però deve queste sfumature alla bassa marea e alla diversa quantità d’acqua che si deposita nelle insenature create dalla spiaggia. Quindi, non avrete mai l’acqua più sopra delle ginocchia. Altra curiosità: verrete avvisati della presenza in queste acque basse di lemon sharks, una specie di squalo tipica dell’Australia e pressocchè innocua per l’uomo. Proprio mentre ero li a passeggiare per le acque basse me ne è passato un piccolo esemplare sui piedi, poco più grande di un’orata.

Decisamente è stato il momento più emozionante della giornata, perchè se da una parte le aspettative sono alte, la paura di venir delusi da una gita che si aspettava con tanta trepidazione è sempre dietro l’angolo. Fortunatamente, nulla è stato disatteso.

Fare snorkeling nella Great Barrier Reef in Australia

Nel pomeriggio il nostro tour prevedeva due soste per fare snorkeling in due diverse baie: tutto l’equipaggiamento viene fornito dall’azienda promotrice del tour, quindi non dovrete davvero pensare a nulla. Il vostro capitano vi condurrà tra le onde, per poi fermarsi nelle zone patuite.

Snorkeling a Whitsunday Island
Prima dell’immersione a Whitsunday Island

Ecco, forse qui le mie aspettative erano un po’ troppo alte: nel mio immaginario avrei dovuto nuotare con pesci dai mille colori, tra coralli vividi e resi splendenti dall’acqua cristallina. Invece no, non è stato così. Voglio pensare sia stato a causa delle nuvole che proprio in quel momento hanno coperto il cielo, gettando ombra su quella meraviglia sottomarina, piuttosto che soffermarmi su quella che probabilmente è la verità, e cioè che la Great Barrier Reef stia piuttosto morendo sotto i nostri occhi, schiacciata da inquinamento e dalla mano dell’uomo.

Nonostante tutto, l’esperienza vi sentirei di consigliarvela comunque: sott’acqua si ha la totale sensazione di estraniamento e di estremo contatto con la natura, che non troverete da nessuna parte se non proprio lì, sul fondo dell’Oceano.