Letture di viaggio: consigli per regali di Natale per chi ama viaggiare e leggere

Letture di viaggio: consigli per regali di Natale per chi ama viaggiare e leggere

Natale è oramai alle porte e per molti di noi inizia il grande “incubo” della ricerca dei regali di Natale per amici e parenti. Proviamo a rendere tutto più facile? Ecco per voi una piccola lista di letture di viaggio che consiglio per un regalo ad amici viaggiatori.


Sono dell’idea che un regalo debba essere il più utile e funzionale possibile per due motivi: il primo – quello che mi sta più a cuore – evitare che venga riposto in un angolo polveroso della casa o su qualche mensola dimenticato; il secondo, che possa stimolare la persona che lo riceve e che quel grazie che gli uscirà dalla bocca sia il più possibile sincero.

Le librerie sono il mio posto preferito: io e Marco passiamo delle ore intere ad accarezzare copertine, leggere trame o sfogliare guide di viaggio. Lo scorso weekend sono stata nella mia preferita a Torino: ho scoperto che hanno creato un vero e proprio corner sulle letture di viaggio: libri che raccontano di luoghi lontani o di come prepararsi ad affrontare la prossima avventura.

Uscita dalla libreria ho pensato che un libro è il regalo di natale che a qualsiasi viaggiatore farebbe piacere ricevere: raccogliere spunti di viaggio è il nostro mestiere. Per questo, ho deciso di raccogliere in questo post alcuni titoli di libri che potrete prendere in considerazione come regalo di Natale per viaggiatori incalliti: sono (quasi) tutti in fila nella mia libreria e li consiglio personalmente!

Letture di viaggio come regalo di Natale: i miei consigli

Tony Wheeler – Perchè viaggiamo. In difesa di un atto vitale

L’autore non ha bisogno di presentazioni: il suo nome magari vi potrà non suonare familiare, ma qualsiasi viaggiatore ne porta un pezzo con se ogni volta che l’aereo decolla. Tony Wheeler è infatti il padre della Lonely Planet, la casa editrice famosa per le sue guide tascabili. Vi sfido: chi non ne ha almeno una a casa, viaggiatori e non?

Perchè Viaggiamo è stata la mia scelta per le scorse vacanze estive in Marocco: mi ha accompagnato per giorni su una terrazza a Meknès. Pur non essendo una lettura particolarmente lunga, ti fa immergere e riflettere parola dopo parola sulle motivazioni per cui un viaggiatore decide di prendere e partire. La lettura è semplice e scorrevole, in maniera divertente vengono affrontate situazioni in cui l’autore si è trovato in prima persona: viaggiare con i figli, ad esempio, o essere passeggero poco privilegiato su aerei traballanti.

Capitolo dopo capitolo viene affrontata una parola chiave: avventura – remoto – pericolo – compagni di viaggio – denaro – danni sono appunto solo alcune delle parole che danno il titolo ad un capitolo del libro. Pagina dopo pagina è un susseguirsi di “è proprio così!” e ogni singolo paragrafo fa venire voglia di ripartire. Tra le frasi sottolineate: viaggiare è come qualsiasi altra dipendenza: più lo si fa, più si sente il bisogno di farlo.

Gabriele Romagnoli – Solo bagaglio a mano

Gabriele Romagnoli - Solo bagaglio a mano
Gabriele Romagnoli – Solo bagaglio a mano

Nascosto in uno scaffale di quelli in basso, che se non ti ci infili spontaneamente non lo troverai mai. Solo bagaglio a mano mi ha trovato così, mentre ero con la testa all’ingiù cercando l’ennesima lettura da aereo che poi non leggo mai perchè è risaputo che appena ti distrai un attimo con la lettura l’aereo precipita (ndr black humor proprio di chi vuole fare la travelblò ma ultimamente ha un problemino con gli aerei).

Non potevo non acquistarlo: io del bagaglio a mano ne ho fatto bandiera e cerco di convincere chiunque a spostarsi sempre e solo con quello. Sono stata a Bali dieci giorni con uno zaino striminzito che poi si è rivelato fin troppo pieno e in Grecia solo con il mio zainone Quechua che amo follemente sia per quanta roba permette di trasportare sia perchè incredibilmente è accettato da Ryanair come bagaglio a mano.

Dalle prime pagine Solo bagaglio a mano Gabriele ci trasporta nel bel mezzo di un rito simbolico: immagina che sia il giorno del tuo funerale e tira le somme della tua vita. Da quel momento – si trova in Corea del Sud, chiuso in una bara, il perchè non ve lo svelo, dovete leggere il libro! – inizia a ritroso il suo viaggio: mentale e fisico. Non abbiamo una vita di scorta: come abbiamo vissuto la nostra esistenza? Lui tira le somme tra viaggi, destinazioni e vita vissuta. Il bagaglio a mano come metafora della vita: cosa ci serve veramente e cosa possiamo lasciare a casa?

Josè Saramago – Viaggio in Portogallo

José Saramago - Viaggio in Portogallo
José Saramago – Viaggio in Portogallo

Come può una personcina come me, che ha vissuto a Lisbona – città di cui sono perdutamente innamorata e in cui mi trasferirei domani se potessi – non consigliarvi questo must read? Saramago non ha certo bisogno delle mie presentazioni, pertanto a parer mio non dovreste indugiare: siete viaggiatori? State pensando ad un regalo per viaggiatori? Bene, anche a scatola chiusa, compratelo e basta.

Certo, con le sue oltre 450 pagine – scritte per lo più con un font da lente di ingrandimento – non è certo il libro per tutti: fin da subito capisci che questo Viaggio in Portogallo è più di un viaggio: è un’esplorazione profonda, un perdersi continuo in luoghi, popoli e culture. Saramago parla di sè in terza persona, guardando dall’alto il suo percorso: cerca l’esperienza portoghese più autentica. Non si ferma davanti a nessuna intemperia: la fame di scoprire non glielo permette. Il fiume Douro, Aveiro, Coimbra: nessun luogo non viene investigato in una lettura quasi enciclopedica, puntuale e precisa sul Portogallo.

A differenza delle lettura consigliate prima, questa è molto meno generica, come si capisce dal titolo. Se la persona a cui la regalerete – o anche tu che stai leggendo! – preferite una lettura di più ampio respiro, forse non fa per voi. Verrà sicuramente apprezzato invece da qualcuno che fa di un viaggio una vera e propria mappa, e che nel raggio di pochi metri riesce ad individuare mille e più esperienze che conserverà nel proprio personale Viaggio.

Tiziano Terzani – Un indovino mi disse

Tiziano Terzani - Un indovino mi disse
Tiziano Terzani – Un indovino mi disse

In ordine cronologico, l’ultimo arrivato nella mia personale mensola dei travel books. Negli ultimi mesi re incontrastato dei social, con un tam tam incontrollato è stato consigliato da tantissimi profili di viaggio – chi ero io per essere esclusa dal Terzani team? Ovviamente nessuno, e quindi eccoci qua.

La storia è narrata in prima persona: a Tiziano – giornalista di guerra che vive in giro per il mondo, dove la notizia viaggia veloce ma con la velocità degli anni novanta, non quella cui siamo abituati oggi – nel 1976 un indovino consiglia di non prendere aerei nel 1993. La profezia parla chiaro: nel 1993 non deve volare mai, potrebbe andare incontro alla morte. Tiziano, tra l’incredulo e lo scettico, decide di dargli ascolto. Chiede il permesso ai capi e dal primo gennaio 1993 inizia ufficialmente la sua avventura come slow traveller: treni e bus diventano alleati più fedeli di un mestiere che in realtà avrebbe bisogno della rapidità dello spostamento aereo.

Il resto è tutto un viaggio minuzioso tra Vietnam e Cambogia ai tempi della guerra: da una fucilazione scampata alla sete di verità, l’incontro e la conoscenza di popoli come quelli del Laos, che da poco – siamo in quegli anni tumultuosi – si aprono per la prima volta al turismo. Lo consiglio per conoscere quei luoghi in prima persona, come se quei momenti potessero essere ripercorsi. Se conoscete qualcuno che si appresta a partire per l’Asia questo è un regalo con cui lo renderete sicuramente felice.


Oltre a questi la verità è che ne consiglierei mille altri: per gli appassionati di scrittura di viaggio c’è per esempio Come diventare scrittore di viaggio edito da EDT, la casa editrice che pubblica Lonely Planet in Italia: forse un po’ di nicchia, ma che sicuramente potrebbe essere molto apprezzato!