Cambio direzione: partire per la gold coast e ritrovarsi a nimbin

Ho sempre adorato chi riesce ad organizzare a puntino il proprio viaggio: arriverò alle – prenderò poi comodamente il bus numero .. che mi porterà direttamente all’hotel – poi da lì mi sposterò in questo modo e vedrò questo poi quello e anche quell’altro. Ve lo dico con tutto il cuore: vi stimo. Stimo la vostra precisione, la vostra puntualità. Stimo il fatto che non avrete mai imprevisti, che potrete assaporare ogni attimo per poi tornare a casa, sedervi sul vostro divano e dire: ho avuto il viaggio che speravo, proprio come lo immaginavo nei minimi dettagli.

Vi stimo, ma non credo di invidiarvi.

Non vi invidio perchè non mi stancherò mai di dirlo: i migliori viaggi – soprattutto quelli in solitaria, e almeno per la mia personale esperienza – sono nati da una serie incredibile di straordinari eventi (ve ne ho anche raccontato qui, concatenati tra loro e che mi hanno sempre portato ovunque, tranne che verso l’itinerario che mi ero prefissata davanti al mio computer, scarabocchiando una vecchia guida.

E’ proprio così che sono finita a Nimbin, ma facciamo un passo indietro.

La main street di Nimbin

Gold Coast: se la conosci (non) la eviti

Esattamente così come avete letto: se siete stati in Australia almeno una volta nella vita o avete in programma di farlo, ogni guida – amico che c’è già stato – travel blogger vi dirà la stessa cosa: non puoi prescindere nel tuo viaggio da almeno un passaggio in Gold Coast. Gold Coast è the place to be per i surfisti e non a caso proprio qui si trova Surfers Paradise, la spiaggia più famosa della città. Passeggiando lungo la spiaggia ci si trova catapultati in quella che da sempre viene descritta come la Miami australiana: i parties sono all’ordine del giorno, così come gli eventi sportivi. Qui puoi provare qualsiasi tipo di sport: quando andai io, addirittura era in corso l’annuale appuntamento di Formula Cart.

C’è sempre un però: Gold Coast è quel tipo di posto che ami o che odi: folla, caos e trash. Per me soprattutto, che cercavo natura ed avventura risultò in un’incredibile delusione: palazzoni altissimi a ridosso delle spiagge, insegne luminose che la notte non lasciavano spazio ad immaginazione: ammirare le stelle dalla spiaggia era impossibile.

Da quel corto weekend di respiro dagli esami universitari volevo di più: una mia amica prima di partire mi disse: “altro che Gold Coast, visto che risali verso nord da Sydney, dovresti assolutamente fermarti a Byron Bay“. Presto detto, dopo neanche mezza giornata quell’odore persistente di crema solare ideata appositamente per i surfisti – e per il gigantesco buco dell’ozono che sovrasta l’Australia intera – ero su una sgangherata navetta in direzione di quella che sarebbe per sempre rimasta nel mio cuore come la meta più bella che abbia mai visitato.

Il viaggio nel viaggio: Nimbin

Nimbin

Arrivata a Byron Bay dopo un paio d’ore di viaggio – ad essere sincera non ricordo con esattezza quante furono – scesi da quel minibus proprio di fronte a un’agenzia di viaggio che stava per aprire. Fuori a caratteri cubitali Tours to Nimbin, inquire within! ovvero “Tour per Nimbin, chiedete qui” ovvero “Fabi, perchè non cambi di nuovo destinazione e fai un viaggio nel viaggio?“.

Avevo sentito parlare di Nimbin come la città più hippy dell’Australia, un luogo in bilico tra il sacro e il profano, una delle ultime roccaforti rastafariane del continente, piccolo villaggio arroccato a circa un’oretta di distanza da Byron Bay – di lei parlerò in un post a parte, perchè se lo merita tutto. Decisi di arrivare in ostello e rilassarmi un paio d’ore. Subito dopo andai ad assicurarmi il mio ticket per quella che ad oggi posso definire come la più strana ed incredibile che mi sia mai capitata.

Nimbin si trova ad ovest di Byron Bay, e fino al 1973 visse nel semi-anonimato. In quell’anno poi il piccolo villaggio fu scelto per ospitare il celebre Aquarius Festival, che attirò da ogni dove hippies, studenti e visionari, consacrandola per sempre a gloria eterna. Svanite le luci e il clamore del festival, alcuni partecipanti decisero però di rimanere, portando avanti a Nimbin gli ideali di cui l’Aquarius si faceva portavoce: gioia, amore e condivisione.

Con quindi circa 30AUD mi assicurai il mio viaggio verso Nimbin: il mezzo di trasporto era nientedimenochè uno sgangherato scuola bus rimesso a posto per l’occasione, dai colori sgargianti e psichedelici per rimanere in tema. L’Hippy Bus era guidato da un signore sulla sessantina ed è stata la nostra guida per la prima parte del viaggio, ovvero quella in cui ci ha portato in giro per il parco naturale che circonda Nimbin: un tripudio di cascate danzanti e vegetazione rigogliosa. Poi, la seconda parte della mattinata per un giro libero nei dintorni: i negozietti colorati che affacciano sull’unica strada percorribile da auto vendono per la maggior parte souvenir a tema, persino la piccola biblioteca tra un libro per piccini e l’altro si dedica alla vendita di marijuana.

Tornai da quella giornata sazia – un po’ per i favolosi hamburger with roasted pineapple che la nostra fantastica guida ci aveva preparato, un po’ perchè mi resi conto che tutto ciò che amo in un viaggio me l’aveva regalato quella giornata: imprevisto, impulsività e scoperta di piccole perle inesplorate.

Nimbin, sei stata il cambio direzione più incredibile che l’Australia mi abbia regalato.