Bellezze dimenticate e weekend fuori porta: il Castello di Racconigi

“Se ritenete che il Castello vi sia piaciuto, parlatene. Scrivetelo sui social, ditelo a qualche amico. Se non vi è piaciuto, tanto meglio scrivetene! Del Castello non si parla mai, è una perla dimenticata da tutti. Si sono dimenticati di noi.”


Quando avevo circa nove anni i miei weekend iniziavano sempre più o meno così: “Oggi andiamo al Castello di Racconigi!”. Credo di essere stata a Racconigi per un mese intero, sempre di domenica, sempre al Castello. Sempre stesso tour – che mi annoiava sempre un po’ per via della mia giovane età – non fosse che sapevo perfettamente che ad un certo punto la guida ci avrebbe portato proprio lì, nei sotterranei a vedere le cucine.

Ho praticamente rimosso questo ricordo – forse per indigestione, ma lo scorso mese, quando io e Marco in preda all’angoscia dell’ennesimo afosissimo weekend pre vacanziero abbiamo deciso di fare una gita fuori porta, mi si è riaccesa la lampadina: “Andiamo a Racconigi!”. Presto detto, da Torino la statale che ti culla tra un campo di grano ed una chiesetta abbandonata ti condurrà esattamente davanti alle immense scale di questa imponente oramai ex residenza Sabauda.

Perchè andarci? Perchè si

Non starò qui a raccontarvi la storia del Castello: di informazioni è piena la rete. In più, preferisco non raccontarvi niente di storie e vicende sabaude perchè tutto ciò che dovrete scoprire a riguardo ve lo racconterà la guida: la nostra è stata estremamente formante, parlava quasi più per se stessa che per la platea – cosa che trovo sempre estremamente piacevole, perchè è da quello che si capisce quando amore si possa avere per un luogo, per una materia.

Quello che mi piacerebbe – invece, è instillare un po’ di curiosità, per far sì che questo luogo venga lentamente riscoperto, e che ciascuno a modo proprio possa farlo riemergere dal dimenticatoio in cui qualcuno l’ha cacciato.

Per non lasciarvi comunque completamente all’oscuro di quello che potreste vedere se deciderete di seguire il mio consiglio, ecco molto in breve: il Castello di Racconigi fa parte del circuito delle Residenze Sabaude del Piemonte, è stato negli anni soggiorno di villeggiatura per la casata Savoia. Dalla sua costruzione ha subito innumerevoli trasformazioni artistiche, classiche e neoclassiche: la storia del Novecento ci ha invece lasciato addirittura traccia di matrimoni reali – come quello della Principessa Mafalda – e di visite illustri – come quella dello Zar Nicola II.

Da piemontese vi direi che dovreste andarci perchè si – perchè lo dovete al patrimonio culturale della vostra regione. Da affascinata da luoghi d’arte e curiosità del territorio ecco invece perchè dovreste visitarlo.

1 | Perché lo dice l’UNESCO

Il viaggiatore tendenzialmente non sa cosa cerca, perché come dico io oscilla lasciandosi trasportare dall’esperienza. Per la vostra visita a Racconigi vorrei diventaste in realtà turisti: il turista colleziona, affiancando alla mera esperienza di vita luoghi da spuntare su un’ideale bucket list – e non fraintendetemi, non lo prendete in accezione negativa.

Io stessa durante il mio ultimo viaggio mi sono spinta per kilometri e kilometri verso luoghi quasi deserti e ho visitato antichi rurali insediamenti, perché lo sapevi che sono Patrimonio dell’Umanità secondo l’UNESCO?

Ebbene, sebbene quasi sempre tendiamo a pensarlo, spesso dimentichiamo che non occorre sempre prendere aerei e allontanarsi più di tanto per dover visitare un sito UNESCO.

Il Castello di Racconigi è stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1997: il sito è stato inserito nella lista insieme alla cosiddetta “Corona di Delizie”, ovvero le residenze extraurbane utilizzate per scopi di villeggiatura – tra queste vi sottolineo Villa della Regina, sulla collina torinese, da poco riaperta e che ho visitato di recente – e il Castello di Rivoliecco qui però sono di parte, perché a Rivoli ci vivo ed è uno dei miei posti del cuore.

2 | Perchè l’ingresso costa pochi euro

Questa è una motivazione all’apparenza vuota e triste, lo ammetto. In realtà so bene che talvolta – soprattutto quando si hanno pargoli al seguito – muoversi e dover spendere può essere un disincentivo importante. Il Castello di Racconigi è stato riconvertito a museo nel 1994, con ovviamente del personale che ci lavora e della manutenzione che viene ovviamente continuamente richiesta: pertanto l’ingresso viene garantito attraverso l’acquisto di un biglietto.

L’ingresso al Castello costa 5€ – 2€ per il biglietto ridotto, per i ragazzi dai 18 ai 25 anni. A parte, l’ingresso al Parco: 2€. In particolare su questo punto, devo dire che al botteghino la signora ci aveva avvertito: “Signori, purtroppo il Parco non è nelle condizioni che vi aspettate: abbiamo degli evidenti lavori di manutenzione che devono essere fatti. Rimetto a voi la decisione”. Abbiamo acquistato il biglietto ugualmente – apprezzando a dire la verità anche la sincerità della signora, e non posso che esserne stata felice: il parco è evidentemente non curato, ma questo non ci ha impedito un pic nic immersi nella natura.

3 | Guarda in sù

Appena oltrepassato il cancello del Castello, è inevitabile non accorgersene: le imponenti scale – certo – le grandi colonne bianche – anche questo certo. Ma..più in su?

Se solo infatti alzerete la testa di qualche centimetro, quello che non potrete fare a meno di notare saranno enormi nidi di..cicogne. Racconigi, infatti, a pochi metri dalla Residenza Reale, ospita un Centro per la salvaguardia di cicogne e anatidi: dunque non è raro vederle svolazzare per il paese o vederle appollaiate nei loro nidi, proprio sui torrioni laterali del Castello.

I nidi delle cicogne sono un po’ il simbolo di Racconigi, ed è quello che più ricordo delle mie visite da bambina: uccelli imponenti, che doneranno alla vostra visita qualcosa di magico.


Dunque, se queste sono le premesse, come mai la citazione ad inizio articolo? Le parole – facile ad immaginarselo – sono state della nostra ottima guida: questo perché come tutti i siti culturali anche Racconigi ha bisogno di continui restauri, sovvenzionati in parte dal Ministero per i Beni Culturali. Talvolta però – si sa – ottiene precedenza chi fa tanti numeri: per questo Racconigi ha bisogno di voce! Ogni visita può significare tanto, per il Castello e per chi lo mantiene vivo ogni giorno. In cambio, un’esperienza per accrescere il nostro personale bagaglio culturale e tutelare il territorio.

Pronti a partire?