#plasticfreejuly : com’è andata e consigli utili su come almeno provarci, anche in viaggio

Ho aspettato la fine del mese di luglio per scrivere a riguardo, un po’ perché volevo vedere quanto sarei stata brava nell’impegno preso, un po’ perché in realtà vorrei che tutto questo non terminasse con la fine del mese, ma che questi consigli possano essere spunto anche per i mesi a venire.

Ma facciamo un passo indietro.
Cos’è il #plasticfreejuly?

#plasticfreejuly è una campagna ideata e portata avanti dalla Plastic Free Foundation – organizzazione che si impegna nella lotta contro la plastica e per la sua riduzione in generale. La challenge viene riproposta oramai dal 2011, ma negli ultimi anni – complici i disastrosi report sui consumi della plastica nel mondo – la partecipazione globale si è fatta più attiva, con risonanze anche nel mondo dei social. Ho deciso di prenderne parte anche io, cercando di limitare l’utilizzo della plastica nella vita di tutti i giorni, e devo dire che non è andata poi così male.

Se sulla teoria siamo tutti bravi, comunque la verità è che ci perdiamo sempre nella pratica. Quanti di voi riescono a non richiedere per esempio la cannuccia al bar? In quanti riescono a portarsi sempre dietro la borraccia riutilizzabile invece di comprare l’acqua in bottiglia?

Il movimento – come insegnano le ragazze della Rete Zero Waste, che vi consiglio vivamente di seguire per avere spunti ed ulteriori informazioni su come migliorare i propri consumi – non si propone di portare avanti ideali di perfezione ed estremismi vari, bensì di scavare giorno dopo giorno una nuova consapevolezza nei nostri consumi: è necessario? Potrei fare meglio? Anche solo porsi queste domande può aiutarci a raggiungere un equilibrio che possa avere ripercussioni virtuose su tutte le nostre azioni quotidiane.

Vivere #zerowaste e #plasticfree può essere tanto facile quanto difficile: io stessa ogni giorno mi soffermo sui piccoli gesti quotidiani e nel mio piccolo sono riuscita ad invertire il senso di marcia. Lavorando in una grande multinazionale ogni cosa è grande: in mensa si consumano ogni giorno incredibili quantità di plastica e carta monouso. Ebbene, un giorno, borraccia alla mano, ho chiesto ai miei colleghi di riflettere sulla quantità di plastica monouso che si utilizzava ogni giorno nell’arco di una pausa pranzo, un’ora. Risultato? Ora non sono più l’unica ad andare in mensa con la borraccia, ma cinque.

Questi piccoli gesti, il cui impatto dev’essere pensato non nel breve, ma nel lungo periodo, ci aiutano ad affinare quella consapevolezza di cui prima, obbligandoci a scelte più etiche e responsabili.

Da quando ho riposto poi – devo dire con grande entusiasmo – il gigantesco bagaglio da stiva in cantina e mi sono affidata al mio infallibile zainone della Quechua iniziando a preferire il backpacking al resort, il pensiero zero waste è andato pari passo alle nuove necessità: le nuove normative sui liquidi all’aeroporto, la mancanza di spazio.

Ecco quindi qualche travel hack #zerowaste e alla portata di viaggio.

La borraccia riutilizzabile

Grande must e in assoluto l’approccio più morbido allo zero waste e al plastic free in generale. Oramai le borracce vengono vendute dappertutto ed esistono davvero per tutti i gusti: le più leggere sono quelle in alluminio, termo resistenti. Potete riempirle con il liquido che preferite, caldo o freddo, e la temperatura si manterrà per ore.

In viaggio sono utili per innumerevoli motivi: prima di tutto, lo spazio. Stanno davvero dappertutto, qualcuna più professionale viene venduta con un moschettone che vi permetterà di appenderla con facilità alle cinghie di uno zaino, per esempio, o alla cintura. Se però avete in programma un viaggio che vi porterà a camminare molto, vi sconsiglio quelle in vetro perché ovviamente più pesanti. La Rete Zero Waste propone nel suo sito anche una mappa, nata dalle segnalazioni degli utenti: se viaggiate in Italia e cercate delle fontanelle dove riempire la vostra borraccia, qui potrete trovare indicazioni.

Non pensate di dover spendere un capitale per acquistarle: comprai la mia in un grande supermercato per soli 6€. Se però volete essere un po’ più addicted, le più Instagram oriented – non che sia quello lo scopo – sono le famosissime Chilly’s Bottles, che però costano qualcosina di più.

La gloria, comunque, è priceless: non solo avrete acqua fresca a disposizione anche sotto il sole cocente, ma sicuramente – e lo dico per esperienza personale – saranno tantissime le persone che vi chiederanno “come mai hai con te una borraccia?”. Spiegate con gentilezza e senza aggressività qual è il vostro proposito: state sicuri che saranno più le persone che apprezzeranno che quelle che non capiranno le vostre motivazioni.

Shampoo e dentifricio solido

Shampoo e dentifricio solido mi hanno decisamente cambiato la vita.

Devo dire che tutto è nato un po’ da qui, dal mio primo viaggio in Grecia zaino in spalla e la solita domanda: “il dentifricio lo porto da casa formato viaggio oppure lo compro sul posto?”. Non riuscivo a darmi pace sul fatto che nessuno avesse ancora trovato risposta a questo dilemma, e per questo motivo ho iniziato le mie ricerche, che mi hanno portato dritta dritta al punto vendita Lush più vicino a casa mia.

Dall’ingresso in quel negozio, ho scoperto un mondo che non immaginavo: un’incredibile quantità di prodotti zero waste e plastic free, che perlopiù si sposavano con la mia idea di viaggio: confezioni – se presenti – completamente in plastica riciclabile e dalle dimensioni ridotte, pronte per la vostra piccola trousse da viaggio. Da quel momento, ad esempio, non è più mancato nella mia borsa il pratico dentifricio solido in pastiglie Miles of Smiles. Per onestà devo dire che ho anche provato il dentifricio in pasta Georganics, che è confezionato in barattolo di vetro e viene spedito con soli imballaggi di plastica. La sua formulazione però non mi ha convinta del tutto.

Per quanto riguarda lo shampoo ho dapprima utilizzato questo, sempre della Lush, per poi scoprire il magico mondo di Ethical Grace, piccola azienda produttrice di prodotti bio per capelli, viso e corpo che nel tempo ho voluto prediligere nel rispetto dei piccoli artigiani del mio territorio, essendo l’azienda di Torino.

Devo dire che mi sono trovata molto bene, anche in viaggio: lo shampoo – a differenza di quello della Lush – ha un piccolo cordino, che permette di appenderlo dappertutto, rendendolo a prova di ostello. Anche l’imballaggio è totalmente zero waste: l’involucro che lo avvolge con INCI e indicazioni d’uso, infatti, è in carta. Personalmente ho provato due prodotti: Gengevo e 43 Grani. Entrambi nella formula Shampoo e Balsamo 2in1, il primo è durato più di 60 lavaggi, 43 Grani è ancora con me dopo due mesi! Come brand è in assoluto quello prediligo.

Panno struccante

Preparare una valigia per la partenza è già di per sé noioso – no, neanche l’incredibile eccitazione pre partenza mi aiuta a stemperare la mia incredibile pigrizia – peggio diventa quando occorre preparare la valigia e la bustina con i liquidi. E’ stata proprio la mia pigrizia, come nel caso del dentifricio solido, a spingermi a chiedermi se mai fosse possibile trovare un’alternativa alle quantità incredibili di dischetti struccanti monouso che consumavo, insieme allo struccante bifasico liquido.

Ebbene, anche qui sarò franca: dalla pigrizia possono nascere grandi cose. Nessun giro di ricerche particolari ma una semplice e casuale visita in un negozio di un noto brand di make-up, Wycon. Alla modica cifra di 4€ mi sono assicurata un piccolo panno struccante in microfibra, per l’esattezza questo qui.

Non è un caso che anche il sito web lo proponga come una valida alternativa agli struccanti in viaggio: con una sola passata e con il solo utilizzo di acqua tiepida, vi posso assicurare che non c’è rossetto a lunga durata che tenga.

Agevole e soprattutto pratico, per me è stata la scoperta che più ha cambiato il modo di vedere le cose: struccandomi una sera mi è caduto l’occhio sulla quantità di prodotti detergenti iniziati e mai finiti che utilizzavo prima: via tutto!


E tu? Hai già fatto una scelta #zerowaste e #plasticfree in viaggio? Raccontamelo nel commenti se ti va!

Con questo articolo partecipo al concorso #unblogalmese del mese di Agosto 2019 indetto dal blog Trippando

Per saperne di più visita:

https://www.plasticfreejuly.org/
https://ethicalgrace.com/
http://www.retezerowaste.it/